Verso la cima del San Primo con le Salomon Sense 4 Pro

La preparazione dell’Embrunman (la mia personale pazzia 2020), ha un vantaggio innegabile: tornare al trail. Ed è per questo che sto esplorando tutti i sentieri dei dintorni: trovo paesaggi incredibili e tanta fatica. Verso il monte San Primo mi hanno accompagnato le Salomon Sense 4 Pro.

Sono anni che ammiro la cima del San Primo dal basso. Simone, mio marito, mi racconta di corse meravigliose e di paesaggi straordinari, ma per svariati motivi non ho mai avuto l’occasione di far parte di questi momenti di corsa in montagna. E allora stavolta non ci sono più scuse: è domenica sera, devo fare due ore di trail e c’è un solo meraviglioso. Partiamo.

Salomon Sense Pro 4. Pronti a partire

E’ la prima volta che uso le Sense Pro, quindi non ne conosco i modelli precedenti. La sensazione immediata è quella di una vestibilità comoda, regolabile grazie al sistema di allacciatura, in modo che sia più confortevole o più ferma. Soffro un po’ sull’avampiede per un principe di alluce valgo e mi rendo conto subito che c’è un po’ di gioco nell’avampiede rispetto, per esempio, ad una Speedcross. Ma soprattutto noto un po’ meno di rigidità sulla suola e la sensazione che la parte sotto del piede soffrirà meno. Non riesco infatti a dimenticare il dolore intenso dopo i 35 km con le Speedcross in Patagonia.

Sistema di allacciature Quicklace™

La prima parte di salita è su strada asfaltata ma ben presto si tramuta in un comodo sentiero e poi invece si impenna fortissimamente per un dislivello immediato. Il fondo è roccioso inizialmente ed è necessario ridurre molto la corsa fino ad arrivare ad una camminata veloce in salita. Subito dopo il fondo cambia ancora, da roccioso diventa erboso, ma la pendenza del sentiero non accenna a diminuire

Vista dall’inizio della dorsale

Mi rendo subito conto che la suola Contagrip Premium Wet Traction con “alette” da 5 mm ha un grip impressionante su ogni superficie, su fondo liscio, roccioso o ancora su erba. Sarei davvero curiosa di provarla sulla neve e sul ghiaccio e quest’inverno lo farò sicuramente. La protezione sotto al piede, come avevo immaginato è molto buona, considerando anche il peso della scarpa.

La suola Contagrip® in gomma per la massima trazione, la pellicola Profeel protegge i piedi da oggetti appuntiti nei trail.

Superato il tratto complicato arriviamo finalmente sulla dorsale, dove le pendenze sono più lievi e dove si può correre abbastanza agevolmente per qualche chilometro. In alcuni tratti la pendenza torna a farsi sentire, ma il fondo non cambia quasi mai (misto terra e piccoli sassi) e la corsa risulta ben stabile. Da un lato della dorsale si apre il panorama sul lago di Como, che toglie il fiato

La vista sul lago di Como è di quelle impagabili

Quando si aumenta la velocità con la Sense Pro 4 la sensazione è quella di una corsa stabile e confortevole. In salita la scarpa è agile, soprattutto quando capita di schivare gli ostacoli tecnici.

 Tomaia idrofobica

Sulla dorsale verso la vetta, la sorpresa più grande è trovarsi a correre attraverso un gregge di pecorelle, che si spostano dal sentiero, ma non appaiono per nulla spaventate e i loro movimenti sono lenti e sinuosi. Tra di loro anche qualche agnellino, un cane pastore e il suo cucciolo. Raramente capita di correre e vivere così la natura. Vorrei mi succedesse più spesso

Correndo tra le pecore

Ancora un pezzo di salita al sole e anche il versante opposto della dorsale è visibile in tutta la sua bellezza: manca il lago, ma la zona di Sormano e dei piani del Tivano appaiono a me comunque meravigliosi.

L’altro versante della dorsale

Nell’ultimo pezzo di salita, il sole in faccia, di nuovo un po’ di dislivello e anche una discreta stanchezza accumulata, mi fanno fortemente desiderare la discesa.

In salita col sole negli occhi

Potrei affermare che questa scarpa offre le sue migliori prestazioni in discesa, tenendo sempre il piede fermo nella scarpa (niente scivolamenti strani), lateralmente molto stabile (soffro un po’ di “scavigliamenti”, soprattutto al piede destro). Si può quindi, direi, osare, in discesa, con una velocità più elevata. L’intersuola Optivibe è abbastanza morbida e offre la giusta quantità di protezione per qualsiasi terreno (anche quello particolarmente fastidioso con rocce appuntite).

Il piede è stabile e fermo anche in discesa

Tempo di tornare a casa, ma è una promessa, cima, tornerò. Anche perché da quassù il mondo è decisamente più bello.

Pensieri e parole

Il completo Running che indosso è della linea Marathon di UYN e sfrutta le tecnologie più avanzate per soddisfare le esigenze di leggerezza e comfort La maglia è studiata per una perfetta termoregolazione, il pantaloncino è il primo con il sistema Zero-Friction che riduce gli sfregamenti tra la pelle e il tessuto.

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