I triatleti e le gare cancellate…

Quelli che… ma Cervia?

Sono mesi che noi triatleti ci vediamo cancellare una gara dopo l’altra e il nostro off season si sta prolungando in piena stagione agonistica. Per molti di noi, così abituati ad allenarsi in vista di un obiettivo stagionale, spesso una gara lunga o lunghissima, saltare una stagione può essere spiazzante. Ma oggi non vogliamo essere seri. Perché nelle risposte, varie, alle cancellazioni o alle possibili evoluzioni future, sono emersi degli stereotipi di triatleta. Qualcuno è sempre rimasto fedele a se stesso. Qualcuno ha attraversato diversi stereotipi, come ha attraversato varie fasi emotive . Qualcuno è ancora in cerca della propria identità. Ma tutti, proprio tutti noi, siamo stati, almeno una volta uno di questi. E allora, anche se sembra che proprio ieri abbiano cancellato anche la gara che stavo preparando io e che è il mio sogno da più di 10 anni… RIDIAMOCI SU, perché in fondo, la verità è che non dobbiamo davvero prenderci troppo sul serio.

Quelli che… ma Cervia. Esce la notizia della cancellazione delle Olimpiadi, degli Europei di Calcio, persino del torneo di Burraco di Figino Mornasco e loro? Ma Cervia, sapete se si farà? Ragazzi, si sa qualcosa di Cervia? Ma secondo voi Cervia? Ok Cervia caput mundi. Ok che è la gara di casa. Ok che è una gara molto partecipata, ma santo body da triathlon, non lo sappiamo se Cervia si farà o meno. Non lo sanno manco gli organizzatori. Neanche Ironman. Non lo sa NESSUNO. C’è qualcuno che ha copiato negli appunti del computer la frase “Non si sa, e comunque l’ufficialità arriva solo dal sito Ironman” e quando salta fuori la domanda nei vari gruppi di triathlon incolla la frase nei commenti. E comunque… ma Cervia? I nazionalisti

Quelli che… faccio tutto da solo. Hanno cancellato tutte le gare della stagione? Anche il torneo di briscola dei triatleti? Perché disperarsi! C’è chi ha deciso di farsi la sua gara personale. Frase tipica: “allora ragazzi io parto da lì, faccio 3,8 km a nuoto, poi lascio la bici in macchina, mi cambio e via, 180 km in solitaria (ho già pianificato il giro), poi torno alla macchina e parto di corsa, chi si unisce?” Nelle versioni più sofisticate, viene reclutata la moglie/il marito come ammiraglia di supporto (povera lei/lui). Alle perplessità tipo: ma i rifornimenti, ma se buchi, ma se ti capita qualcosa, il solitario risponde: ma dai, in fondo il triathlon è uno sport. I solipistici

Quelli che… ma il triathlon? Ma porca zozza impestata, ma perché il calcio sì, il karate sì, l’arrampicata libera sì, persino il torneo di burraco si può fare, ma le gare di triathlon no, quello no. Adesso devono spiegarmelo. Vorrei proprio capire: noi nuotiamo e dicono tutti che nell’acqua il virus non si trasmette, andiamo in bici distanziati e di corsa, vabbè mica ti metti in scia. Cazzo. Una gara, una gara che sia una. Gli incazzati

Quelli che… la stagione di riflessione. Ci sono quelli che già a fine marzo avevano capito che non era aria. Perché dannarsi l’anima ad allenarsi, farsi venire il fegato marcio, non per le birre, ma per le gare annullate, angosciarsi per una preparazione senza obiettivi, aumentare il carico di stress in un momento già difficile? Loro, i saggi, avevano già spostato tutte le gare al 2021 (perché essendo saggi avevano stipulato iscrizione in tempo per poter fare il deferral a costo zero) dopo 1 mese di lockdown. E si sono dedicati ad altro, dall’imparare altre forme di tortura da autoinfliggersi (“erano anni che volevo comprarmi una gravel e darmi al cicloturismo, ora imparo poi magari l’anno prossimo faccio una gara di ultra cycling”) fino al divano spinto (“erano anni che sognavo un anno senza allenarmi”). Gli Zen

Quelli che… ma pensate solo al triathlon???? Sono quelli che alla prima domanda che, vagamente, parli di una gara partono con l’attacco di quelli con la coscienza sociale. Ma possibile che pensate solo a gareggiare? Ma lo vedete quanti morti ci sono nel mondo? E chissenefrega di Ironman, se ho ancora una vita/un lavoro/una casa quando finirà tutto questo sarà come averne fatti due di Ironman. Dai dai, piantatela di pensare solo alle gare, che al mondo c’è molto di più. I superiori

Quelli che… il triathlon è morto! Quelli che a 25 febbraio decretavano la stagione di triathlon del 2020 già finita, quelli che a maggio hanno cominciato a dire che “secondo me pure il 2021”, quelli che sono arrivati a dire “secondo me il triathlon come lo conosciamo non esisterà più” (alternativa… “morirà con Ironman, che fallirà, si sa”). I disfattisti

Quelli che… ancora ci sperano? Ma secondo voi a fine ottobre, se la curva scende, se i sindaci si mettono d’accordo, se le autorità dell’Emilia, della Lombardia e del veneto, se Saturno entra in Acquario prima, dico, secondo voi Cervia c’è? I possibilisti

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