100 anni fa nasceva Fiorenzo Magni, il Leone delle Fiadre

Ricorre il centenario della nascita di un campione indimenticabile, Fiorenzo Magni, il Mitico Leone delle Fiandre. Grande personaggio, persona autentica e ciclista eccezionale. Una mostra fisica e virtuale a lui dedicata al Museo del Ciclismo del Ghisallo

Nasceva il 7 Dicembre 1920, Fiorenzo Magni, toscano di nascita e brianzolo di adozione, si distinse in un mondo ciclistico dominato da Bartali e Coppi. La sua vita unisce idealmente due dei posti che più amo, Monza, dove vivo, e dove Magni ha trascorso tanta parte della sua vita, ed il Ghisallo, la località dove mi sono sposata e in cui ho trascorso momenti bellissimi.

Proprio al Ghisallo, Magni ha voluto fondare il Museo del Ciclismo, che per suo desiderio è diventato anche la “casa dei ciclisti”, di nome e di fatto.

Proprio al Museo del Ghisallo è stata allestita in suo onore la mostra “Fiorenzo il Magnifico” che ne ricorda le gesta.

Magni ha vinto, oltre a 3 Giri d’Italia e altri svariati titoli, per tre volte consecutive il Giro delle Fiandre, vittorie che gli sono valse non solo una gloria straordinaria, ma anche il suo soprannome. E’ stato, da sempre, il “terzo incomodo” tra gli eterni rivali Coppi e Bartali in uno dei periodi migliori e più affascinanti che il ciclismo abbia saputo regalarci.

La mostra “Fiorenzo il Magnifico” è una sorta di viaggio nella storia, un reportage fotogiornalistico che racconta a 360 gradi non solo il ciclista noto per le sue imprese epiche, ma anche l’uomo e l’imprenditore che lo resero unico nel suo tempo.

Apre la mostra (virtuale e fisica) la mitica foto che tutti ricordiamo, quella in cui Fiorenzo regge il manubrio con una camera d’aria tra i denti, dopo essersi rotto la clavicola, al Giro d’Italia del 1956, quando tutti, proprio tutti, gli consigliavano il ritiro. E su quella mitica salita di San Luca, la cronoscalata che abbiamo visto anche recentemente nel Giro del 2019, Magni decide che per far forza sul manubrio e correre ha bisogno dell’aiuto della sua “dentatura”.

A fianco di cadute storiche, come quella alla Parigi Roubeaix sul pavé, c’è la foto di Fiorenzo che bacia la fidanzata attraverso una rete, ad una gara nel 1947.

E si può anche ascoltare una sua bellissima intervista:

Intervista a Fiorenzo Magni

Si passa dalle sue vittorie e conquiste più belle per arrivare ad aspetti, meno noti, ma decisamente curiosi che probabilmente non tutti ancora conoscono. Uomo tra i campioni, fu il primo a difendere i diritti dei ciclisti, il primo a fondare l’Associazione dei Corridori, il sindacato dei ciclisti, diceva che andare in bicicletta serviva a pensare.

Una figura di un momento storico mitico, ma allo stesso tempo un personaggio moderno che non avrebbe sfigurato nel ciclismo contemporaneo e che merita di essere preso come esempio per tutto ciò che ha saputo fare e per tutto ciò che ha saputo dare.

In questo periodo il Museo è chiuso, ma per dare l’opportunità ai tanti appassionati di poter vedere la mostra potete visitarla virtualmente qui.

Vi lascio con una sua frase storica, che ci dice molto dell’uomo straordinario che era

Forse non sarei stato Magni se non ci fossero stati loro due, Coppi e Bartali. Che senso avrebbe avuto vincere?

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