Conosciamo… Federica De Nicola

GETTING TO KNOW THE TRI PROS

Dopo un campione consolidato come Giulio Molinari (se volete leggere la sua intervista la trovate qui), conosciamo la giovanissima (e bellissima) Federica De Nicola.

Fede ha 24 anni, studia medicina e nel 2017 ha sbaragliato la concorrenza arrivando prima di categoria a Kona. Dopo quello straordinario risultato ha deciso di passare al professionismo e nella stagione 2018 ha già messo nel mirino una serie di obiettivi ambiziosi.

Federica è simpaticissima e determinata: la adorerete. Fare il tifo per lei sarà un vero piacere.


Triathleta dal 2014 


Perché hai deciso di fare triathlon?

Per scommessa! Mi sono iscritta ad un mezzo Ironman pensando che sarebbe stata un’esperienza unica, con il solo scopo di concluderlo, senza preparazione specifica e completamente ignara di cosa mi sarei trovata ad affrontare.  L’ho finito e mi sono innamorata!


La tua disciplina preferita (delle 3)

La bici

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E con che bici correrai quest’anno che sei diventata professionista?

Canyon speed max 9.0 (non sono sponsorizzata, è una mia scelta personale).


E qual è invece la disciplina che ti riesce meglio?

Sempre la bici (anche se il mio coach dissente)


Qual è il tuo rapporto con la corsa? Con quali scarpe corri (modello e marca se possibile)?

Corro con Asics. Le mie preferite sono le Roadhawk, sono protette quanto basta per la maratona di un Ironman, ma anche abbastanza reattive per dei lavori veloci. Durante gli allenamenti comunque mi capita di utilizzare diversi modelli, dalle Nimbus per i lunghi alle DS Trainer per le ripetute veloci.

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Cosa mangi a colazione prima delle gare?

Il sacro porridge! Preparato con avena, un cucchiaio di bicarbonato e acqua. Insieme aggiungo yogurt greco (per non avere problemi legati al lattosio), noci e miele. E caffè quanto basta.


 A quale golosità non riesci a rinunciare?

Il pane alle noci. E non ci rinuncio davvero, ma non datemene troppo che divento pericolosa


Il comfort nel triathlon è importante, come ti comporti nelle gare lunghe? Che genere di materiali indossi? Hai un marchio preferito?

Il comfort è la prima cosa! In una gara lunga un body che sfrega può compromettere l’intera performance. Io poi ho la pelle particolarmente delicata, quindi devo stare attenta a coprirmi bene per evitare scottature e sfregamenti di qualsiasi genere. In gara quindi body con maniche, colore chiaro e più traspirante possibile!! Ho provato diversi marchi, per ora mi trovo benissimo con il mio della Orca (226): aero, comodo e con un fondello perfetto per la bici e non ingombrante per la corsa, con anche la possibilità di sfilarlo! 


La persona che ti fa il tifo più “scomposto e colorato”

Sicuramente mia mamma. La persona più inquadrata e seria del mondo (insegna filosofia medievale in università), potrà stupirvi con effetti speciali se la vedete fuori da una transizione!


La tua gara più bella

Kona 2017 (ovviamente)


La gara che hai odiato di più

Il Challenge Roth. Mi si è rotto il cambio della bici e non ho potuto finire, è stato frustrante.


La tua emozione più forte quando gareggi

Non è proprio un’emozione, ma ciò che mi domina è sicuramente la grinta. Durante la gara più che concentrarmi sul momento cerco di astrarmi e visualizzarmi in situazioni di successo o di forza, in modo tale da sentire meno la fatica e voler dare sempre di più

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La tua paura più grande quando gareggi

Un infortunio, un incidente meccanico o una variabile incontrollabile in grado di fermarmi


Sei soddisfatta del risultato di Kona?

Direi proprio di sì! 😁


Che cosa è andato bene e che cosa invece cambieresti

La gara in sé non è andata secondo i piani, ho adottato una strategia basata sulle sensazioni del momento e le avversarie. Strategia vincente in questo caso, non cambierei nulla. Ciò che cambierei è l’avvicinamento alla gara, visto che nelle due settimane antecedenti avevo una fascite plantare che ogni tanto si faceva viva all’improvviso, lasciandomi nel timore che si presentasse in gara.


Come è cambiata la tua vita dopo Kona?

E cambiata molto, perché ho deciso di provare a passare al professionismo quest’anno. Ho cambiato coach, ho cambiato squadra, ho cambiato metodo di allenamento. E ogni giorno mi godo questa scelta, perché sono felice


E come è cambiata Federica dopo Kona (se è cambiata)?

Io mi sento sempre una semi neofita, con tantissimo da imparare e ancora più voglia di scoprire il mondo del triathlon e chi lo popola. Mi sento sempre la stessa, con gli stessi valori e la stessa determinazione, ho solo alzato l’asticella degli obiettivi


E infine cosa diresti ad un amatore che decide di cominciare a fare triathlon?

Comincia! Non esiste un livello da cui è impossibile partire, io ero imbarazzante. Ma la gratificazione del porsi un obiettivo, lavorare sodo e dire “ce l’ho fatta” è impagabile!


E ad un giovanissimo atleta/ragazzino che decide di cominciare con la triplice?

Il triathlon è uno sport che sarà utile anche nella vita, perché insegna che valori come la disciplina, la costanza e la determinazione portano a risultati! Senza contare che con tre discipline non vi annoierete mai.

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