Conosciamo… Martina Dogana

GETTING TO KNOW THE TRI PROS

Con Federica De Nicola vi abbiamo introdotto alle nuove leve del triathlon femminile, in questo numero invece abbiamo intervistato un mito: Martina Dogana.

Martina, vicentina di nascita, cresciuta in una famiglia straordinariamente sportiva, è la triathleta italiana più rappresentativa. Ha vinto praticamente tutto: 6 volte campionessa italiana di triathlon lungo, vincitrice in tutti i circuti di lunga distanza,  prima all’Ironman Nizza nel 2008, seconda italiana di sempre a vincere sulla distanza nel circuito Ironman.

Martina è un esempio per tutte le triathlete (o aspiranti tali), una bandiera, una dispensatrice di emozioni.

E con questa intervista ci ha fatto venire i brividi e le lacrime agli occhi. Enjoy!


Triathleta dal 7 Maggio 1995 (primo Duathlon Ottobre 1994)


Perché hai deciso di fare triathlon?

Ho seguito le orme di mamma e papà e dopo la prima gara è stato amore a prima vista!


La tua disciplina preferita (delle 3)?

Una volta la corsa, ultimamente non faccio discriminazioni!


E quella che invece ti riesce meglio?

Un tempo la corsa, ultimamente però vado meglio in bici.


Cosa mangi a colazione prima delle gare?

Cerco di fare colazione con quello che mangio tutte le altre mattine, in modo da non creare stress e scompiglio al mio fisico, e cioè: un pezzo di pane con prosciutto crudo, succo di frutta, un pezzo di pane con la marmellata e una tazza di caffè. Se la gara parte prestissimo, le quantità sono ridotte rispetto alla norma, ma gli alimenti restano quelli

trivent_AttilioCapra


A quale golosità non riesci a rinunciare?

Mangiare è uno dei piaceri della vita e io sono una buongustaia e una golosa: non rinuncio mai a un dolce a fine pasto, basta un cioccolatino, ma i miei pasti si concludono sempre con il dessert


Con che muta nuoti e quali le caratteristiche che prediligi?

Da due anni uso la Zoot Wahine 2, modello ovviamente da donna. Mi piace molto la vestibilità, il galleggiamento e il fatto che faccio presto a toglierla

oznor


La persona che ti fa il tifo più “scomposto e colorato”?

Ovviamente le “sdoganate”, cioè mia cognata Claudia (anzi la sorella di Mirco perché se la chiamo cognata si arrabbia) e la sua amica Paola. Non passano certo inosservate con i loro striscioni improbabili e le loro voci squillanti.


Quale bici usi?

Cambi modello da una gara all’altra? Nelle gare no-draft uso Blue Jewel (che altro non è che una Specialized Shiv da triathlon color cameleon blue,ma siccome tutte le mie bici hanno un nome, lei è il mio Gioiello Blu!), mentre nelle gare con scia uso la “Sorellina” Amira, sempre Specialized ovviamente.

selfp


E quali sono le tue scarpe? Quali modelli per quali allenamenti? E in gara?

Da quest’anno uso Mizuno. In allenamento alterno le Wave Ultima 9 e le Wave Rider 21, mentre in gara mi trovo bene con le Shadow


La tua gara più bella

In tutti questi anni ho gareggiato talmente tanto e in luoghi talmente diversi tra loro che è difficile fare una classifica. Certamente la vittoria all’Ironman di Nizza o al primo 70,3 Italy oppure la partecipazione all’Ironman delle Hawaii hanno avuto un sapore diverso e speciale e un ricordo più intenso di altre gare. Nizza 2008 senz’altro è stata la gara perfetta in cui tutto è andato per il verso giusto dall’inizio alla fine ed è la gara che ha dato una svolta alla mia la carriera

Marty Riccione


Invece la gara che hai odiato di più

L’Ironman delle Hawaii del 2009 è stato amore e odio: ero arrivata carica di aspettative e allenata benissimo, invece è andato tutto storto…l’ho finita in tenda medica attaccata a una flebo perché disidratata e ho promesso a me stessa di non ridurmi mai più in quello stato


Qual è la tua emozione più forte quando gareggi?

Quando gareggio mi diverto, mi sento realizzata perché faccio quello che mi piace di più. Mi piace anche sapere che altre persone si emozionano con e per me e che qualcuno mi prende come modello da seguire


E la tua paura più grande?

Non riuscire a dare tutto


Sei la triathleta Italiana più rappresentativa, come è stato rappresentare il triathlon femminile in tutti questi anni?

Non so da cosa derivi questa etichetta: ci sono atlete italiane che hanno vinto molto più di me e anche titoli molto più importanti dei miei…forse io sono quella che dura di più, nel senso che sto ancora gareggiando e mi piace farlo al di la’ del risultato fine se stesso e le persone mi stimano per questo. Per me è un onore venire presa come esempio, anche se davvero non credo di meritarmelo tutto questo appellativo


Hai vinto tutto nella tua carriera, che cosa rifaresti e che cosa cambieresti?

Ho vinto tanto, ma mi piace sottolineare che sono di più le gare che non ho vinto di quelle in cui ho tagliato il traguardo per prima. Rifarei tutto, anche tutti quegli errori che mi sono serviti per migliorarmi, non so se cambierei qualcosa, anche perchè, in ogni caso, non si può tornare indietro!

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Hai un ruolo importante nella Fitri, nella Commissione Donne, cosa significa ricoprire quel ruolo?

E’ un ruolo che mi sono scelta e che sto cercando di portare avanti insieme alle altre ragazze della Commissione Donna: Antonella Salemi, Veronica Signorini e Federica Zanda. Il nostro impegno è volto ad avvicinare sempre più donne al nostro sport facendo loro capire che non serve essere Ironman per praticare triathlon, bensì che basta essere capaci di nuotare, pedalare, correre e aver voglia di mettersi in gioco e divertirsi! Allo stesso tempo lottiamo per un triathlon più “rosa” con gare in cui le batterie femminili non si mischino con quelle maschili, con pacchi gara dedicati e con parità di visibilità mediatica. Mi piacerebbe riuscire a fare qualcosa di più, ma ho sempre troppi impegni che si sommano, quindi facciamo un passo alla volta


Hai fondato la tua squadra di triathlon, come sta andando questa nuova avventura?

E’ un grande onore aver dato il mio nome a un team che ha per obiettivo lo sviluppo del triathlon sul territorio! certo è impegnativo, soprattutto perché siamo all’inizio, ma ho una squadra fantastica e stiamo crescendo e ampliando i nostri progetti. Il nostro motto è “emozione, passione, divertimento”  e io aggiungo anche “all’arrivo con il sorriso!”

Direttivo Riccione


E infine cosa diresti ad un amatore che decide di cominciare a fare triathlon?

Direi che il triathlon è lo sport più bello del mondo, che ti regala emozioni uniche, ma che deve restare uno sport e non deve diventare una dipendenza


E ad un giovanissimo atleta/ragazzino che decide di cominciare con la triplice?

Direi che il triathlon e lo sport in genere ti insegnano a stringere i denti nelle difficoltà, a organizzarti, a rispettare gli avversari e le regole, in poche parole ti insegnano a crescere

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