Primo Ironman? 7 Gare in cui debuttare – Challenge Roth

Con i suoi quasi 3500 partecipanti e le sue più di 70 staffette, con i partecipanti provenienti da quasi 80 paesi, il Challenge Roth è l’evento mondiale di Triathlon su distanza ironman (ripeto non a marchio Ironman™) più grande del mondo. Ha, come Francoforte, un parterre d’eccellenza, non sarà difficile quindi incontrare i grandi campioni del triathlon in questa gara dal sapore storico. Se avete bisogno di tifo dal primo momento all’ultimo Roth è davvero il posto per voi. La gara si tiene generalmente il primo weekend di Luglio

Vi riporto le testimonianze di due amici che hanno partecipato e sperimentato per voi pro e contro della gara più famosa del circuito Challenge. Entrambi hanno debuttato a Roth, Sergio la porta ancora nel cuore e vorrebbe tornarci ogni anno, Michela invece ci è tornata per ben tre volte 😁. Tutti e due danno ottimi consigli e sanno emozionare. Buona tri-lettura. Aspetto le vostre impressioni.

  • Perché avete scelto di partecipare al Challenge di Roth

Michela: Ho scelto l’ironman di Roth perchè per me il nuoto è la parte più difficile della gara.  Ho paura di nuotare in acque libere e non mi piacciono le meduse. Il canale di Roth per tenere sotto controllo le mie paure è perfetto, l’acqua del canale non è troppo profonda, nessuna medusa e si usa la muta, nessun pericolo di andare a fondo. E poi c’è un tifo incredibile anche durante la frazione di nuoto; ci sono moltissime persone “sparpagliate” lungo la riva del canale che ti incitano mentre nuoti. E io mi sono sempre sentita  “controllata” e “protetta” da centinaia di occhi che osservavano l’acqua.

Michela ha scelto Roth perché teme il nuoto in acque libere e qui si nuota nel canale e ci sono spettatori su tutto il percorso

Sergio: In verita’ e’ stata Roth a scegliere me, essendo a lotteria sono stato molto fortunato. Era il mio primo Ironman: per i 50 anni mi sono fatto un bellissimo regalo.

Le bimbe di Sergio, Emma e Linda, in ammirazione della zona cambio
  •  Come avete raggiunto Roth? Come avete trasportato la bici?

Michela: La prima volta sono arrivata a Roth con un camper, la seconda e la terza volta con un Caravelle VW che è una via di mezzo tra un’auto e un camper.

Sergio: Sono andato in auto con tutta la famiglia: mia moglie Simona, le mie 2 bimbe, Emma 9 anni e Linda 6, ed io. Per non farci mancare nulla ci hanno accompagnato una coppia di amici per darci maggiore supporto. Mia moglie dopo un intervento chirurgico ha delle difficolta’ motorie e quindi di solito sulle trasferte lunghe Cristina e Peo ci accompagnano e ci aiutano. La bici, ovviamente, nel portabici…

Sergio ha raggiunto Roth con tutta la famiglia
  • Dove avete alloggiato? A che distanza dalla zona cambio/partenza?

Michela: Il mio campo base la prima volta è stato il camper, la seconda volta il Caravelle e la terza volta la tenda. In tutti casi ho utilizzato il campeggio che è a cinque minuti a piedi dalla partenza della gara. Si tratta del Parking space ad Heuberg. All’interno del campeggio ci sono bagni e docce ed anche un bar dove puoi fare colazione.  A 5 minuti adesso si trova anche un piccolo supermarket. Il campeggio è un po’ spartano ma è molto comodo per chi arriva a Roth con il camper o con la tenda. S’incontrano un sacco di triathleti stranieri che hanno più abitudine di noi italiani a stare all’aria aperta.

 Sergio: Abiamo alloggiato in una guest house (Otto Pauckner)  molto carina a circa 10 km da Roth a Offenbau

  • Ristoranti e cibo: come vi siete trovati? Dove avete mangiato la sera prima della gara?

Michela: La prima volta che ho gareggiato ho usufruito della cucina del camper. Sono partita da Bergamo con un gruppo di amici triathleti con la dispensa piena per poter fare colazione, pranzare e cenare tutti insieme. Le altre volte ho pranzato presso il Triathlonpark, ci sono parecchi bar vicino all’expo dove poter mangiare. La sera prima della gara sono andata in  un ristorante di un paesino vicino al campeggio.

Sergio: Per cio’ che riguarda il cibo nella guest house c’ era una cucina per ogni appartamento e quindi io mi sono portato il cibo da casa. Pasta grana mandorle carote bresaola. E quindi mi sono cucinato sempre io.

  • Mi date un’opinione sulla frazione nuoto? In genere è possibile utilizzare la muta? Ci sono difficoltà specifiche che segnalereste?

Michela: Il percorso del nuoto è molto facile, non ci sono possibilità di sbagliare, si nuota in un canale per circa 1,5 km in una direzione, quindi si gira intorno ad una boa e si ritorna indietro; si supera la partenza per circa 400 mt, altro  giro di boa per poi andare all’uscita. Sembra quasi di essere in una piscina con due corsie molto larghe. Ho sempre usato la muta.

Sergio: La muta era consentita e visto che si nuota in un canale non c’è stata nessuna difficolta leggera corrente contraria al ritorno del bastone 1900+1900 circa.

Zona Cambio Affollata – Grazie a Michela per la foto
  • Bici: una vostra breve descrizione del percorso e le vostre personali impressioni? Insidie, bellezze, difficoltà e emozioni, vale tutto

Michela: I 180 Km sono su due giri, la strada ben asfaltata è completamente chiusa al traffico. Il percorso favorisce chi riesce a spingere rapporti duri sui vari mangia-e-bevi e cavalcavia. Il dislivello complessivo è di 1200 mt. La salita al Solarberg è da pelle d’oca, non c’è un centimetro di spazio libero, tutta la salita è piena di gente che urla e che ti incita. Questo è un ricordo speciale che mi porto dentro e che se ci penso, mi fa emozionare ancora. C’è anche un’altra salita che si chiama Greeding che è leggermente più lunga ma sempre pedalabile e mai troppo ripida.

Frazione bici per Michela

Sergio: Due giri molto belli e paesaggisticamente interessanti. Nelle due salite sembrava di essere al Tour de France: ancor prima di imboccare la curva secca che precede la salita di Solar Hill iniziavi a sentire tutto il casino e il calore dei campanacci e dei tifo. Davvero super emozionante… Io ho pianto. La seconda salita è più ripida, ma corta, ed è anche quella facilitata dalla presenza di tantissimo pubblico.

Sergio in sella alla sua Kemo
  • Corsa: mi dite come avete trovato la maratona? Anche qui le difficoltà che avete incontrato o le particolari bellezze da ammirare sul percorso sono informazioni ben accette

Michela: Quando l’ho fatto io il percorso della corsa era a stella, completamente pianeggiante. Correvi quasi tutta la maratona su terreno non asfaltato e piste ciclabili per poi percorrere gli ultimi chilometri sull’asfalto. Tutte le volte che ho corso faceva molto caldo. Ora il percorso a piedi è cambiato, sicuramente è più vario perché passi anche per la città di Roth. Il pubblico ti accompagna durante tutta la maratona, se decidi di camminare devi fare i conti con le grida della gente che vuole vederti correre. 

Sergio: La corsa per me è stata impegnativa (Sergio ha fatto il nuovo percorso ndr): diversi saliscendi e un tratto nel bosco che non ti dava tregua, ma d’altro canto un tifo pazzesco e incredibile per tutti e due i giri. Quando passavi proprio nel mezzo dei paesini era una festa vera con un sacco di pubblico. Io mi sono fermato piu’ volte a sorseggiare un goccio di birra bella ghiacciata e il pubblico e’ impazzito…

  •  Un aspetto positivo della gara

Michela: Un aspetto positivo della gara ha a che fare con la gente che incontri durante tutta la gara. Il tifo è incredibile, la salita del Solarberg credo sia unica. Ora mi hanno detto che vengono messe delle transenne lungo tutta la salita, prima non c’era nulla e la gente quando passavi, solo quando passavi, si spostava ai bordi della strada.  Sembrava di pedalare dentro un tunnel umano. Io ad essere sincera la prima volta mi sono davvero emozionata,  mi è venuto da piangere, ho rallentato e mi sono goduta ogni metro di salita, poi però ho dovuto fare i conti con tutti gli atleti che avevo obbligato a rallentare e a stare al mio passo. Impossibile pensare di superare. Ad un certo punto anche loro mi incitavano, ma non era tifo, semplicemente mi chiedevano di spingere un po’ di più.


Il pubblico… il pubblico rende questa gara indimenticabile!

Sergio: Davvero non saprei cosa dire se non tutto! Il percorso, l’organizzazione, i volontari, il pubblico… è tutto davvero tutto impeccabile.

Tutto perfetto: pubblico, organizzazione, i volontari… e la mia famiglia dopo il traguardo
  • Un aspetto negativo della gara

Michela: Per chi è spettatore e vuole seguire la gara, la logistica non è comoda perche la partenza del nuoto e quindi la T1 sono a circa 10 km dalla T2, dall’arrivo e dal villaggio. Soprattutto per chi ha bambini piccoli  è complicato pensare di riuscire a vedere sia la partenza che l’arrivo.

Sergio: Negativo??? Nulla davvero nulla

  • Lo consiglieresti perché?

Michela: Lo consiglierei sicuramente a chi ha paura di nuotare in acque libere. E poi lo consiglierei per tutte le persone che ci sono lungo tutto il percorso, per le loro urla, il tifo, i loro sorrisi, il loro entusiasmo, per la musica ai bordi della strada: è qualcosa che ti entra dentro. Impossibile da dimenticare. Si tratta tra tutte le gare che ho visto di quella più emozionante e storica.

Sergio: La cosiglierei a tutti e potendo la rifarei ogni anno…
Credo che a livello emozionale poche gare possano dare TANTO.

  • Mi raccontate un aneddoto divertente legato alla vostra gara?

Michela: Io ed il contachilometri della bici non andiamo molto d’accordo. La prima volta che ho gareggiato, appena partita nella frazione di bici, mi sono accorta che non funzionava. Ai tempi la velocità che dovevo rispettare era per me l’unico riferimento, non avevo un cardiofrequenzimetro, i misuratori di potenza non esistevano. Senza conta chilometrino ero nel panico ma dopo circa 20 km di pedalata, mio marito Emilio mi ha raggiunto e ha deciso di lasciarmi il suo contachilometri. Cosi abbiamo fatto cambio, ma si è lamentato perché durante quest’operazione ho impiegato troppo tempo. E’ che più lui mi diceva di muovermi e di sbrigarmi e più io mi agitavo. La seconda volta, memore dell’esperienza della prima volta, ho cambiato la batteria del computerino qualche giorno prima della gara e, per paura del brutto tempo e che si bagnasse il giorno prima della gara, al momento di lasciare la bici in zona cambio, l’ho staccato dalla bici con l’intenzione di riattaccarlo la mattina seguente, e così ho fatto. Uscita dal nuoto ho preso la bici e sono andata verso l’uscita dalla T1 e lì mi sono accorta che il computerino non c’era più.  Non ci potevo credere: mi sentivo davvero Fantozzi, credo l’abbia pensato anche mio marito che quell’anno faceva da spettatore quando mi ha visto girare la bici e ritornare in zona cambio. Comunque l’ho ritrovato nel prato dove l’avevo perso, l’ho riagganciato e finalmente sono uscita dalla T1. La terza volta ho controllato tutto nei minimi dettagli. Continuavo a pensare al detto, “non c’è il due senza il tre” e mi chiedevo cosa sarebbe potuto capitare. Invece è andato tutto bene.

Sergio: Avrei piu’ di un aneddoto da raccontare: dall’incontro con Frodeno il sabato mattina che è davvero gentile e simpatico. Quando l’ho visto mi e’ venuta una pelle d’oca pazzesca e gli ho detto che per me era il debutto. Lui mi ha risposto “Pensa solo a divertirti”.
O quando il mio “padrino” compagno di squadra, il Tato, vedendomi terrorizzato prima della partenza ( avevo un apaura pazzesca della frazione nuoto perché sono scarsissimo) mi ha fatto il lavaghgio del cervello con un mantra… è solo un gioco, è solo un gioco…in loop…

Se volete leggere i resoconti delle altre 6 gare in cui debuttare, cliccate qui, troverete l’articolo introduttivo e l’elenco completo.

2 pensieri su “Primo Ironman? 7 Gare in cui debuttare – Challenge Roth

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