Sotto l’ombra della Grigna… la Madonna del Ghisallo

Percorsi di nuoto bici e corsa nel mio posto preferito

Di me tutto si può dire tranne che sia una stanziale.

Ho cambiato 18 case, vissuto in svariate città (in Italia e all’estero), viaggiato un po’ ovunque, sia per lavoro che per piacere, dall’Asia al Sudamerica, dagli Stati Uniti alla Russia.

Eppure c’è un posto dove il mio cuore torna sempre. Il luogo dove mi sono sposata, in cui mi sono curata corpo e mente nei momenti difficili della vita, dove mi sono allenata fino allo sfinimento e ho letto tanti di quei libri da riempire svariate biblioteche, dove ho preso il sole e giocato con i miei bassotti.

È il luogo in cui posso dire di aver vissuto i miei momenti felici, un posto dove il paesaggio, ogni volta mi toglie il respiro… Magreglio e la Madonna del Ghisallo.

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Prendi una bici…

Per chi non lo sapesse la Madonna del Ghisallo è il santuario della Madonna protettrice dei ciclisti.

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Il Ghisallo è una delle storiche e più dure salite del nostro paese. Di qui passa quasi sempre il giro di Lombardia, qui spesso il Giro d’Italia è accolto con lo scampanio vivace delle campane del santuario, qui c’è il solo museo del ciclismo italiano.

E qui Caterina si è spostata nel 2006, in questa chiesa piccolissima, con un uomo meraviglioso che come primo regalo di fidanzamento le aveva fatto trovare una bici da corsa (grazie Cinelli).

Qui da qualche anno abbiamo una piccola casetta vista Grigna in cui la vita sembra essere più semplice e più felice.

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La prima volta che ho deciso di affrontare la salita del Ghisallo sono arrivata fino a qui in macchina e mi sono lanciata in discesa per poi tornare su. È dura, niente da dire. 9 km di salita quasi ininterrotta dove la prima parte sembra non mollare mai, e quando finalmente spiana, poco prima di Civenna, mancano ancora 4 tornanti.

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I percorsi ciclistici dei dintorni sono svariati, soprattutto per chi ama le salite. Tra il muro di Sormano, la Onno e soprattutto la temibilissima Nesso non ci facciamo mancare nulla. La prima volta che ho fatto la Nesso, arrivata al Pian del Tivano a poco meno di 2 chilometri dalla cima mi sono messa a piangere… non ne potevo più.

Ma è il passo del Ghisallo quello che continuo ad amare più di ogni altro. È qui che arrivo con le mie prime uscite in bici stagionali, è da qui che mio marito ha brevettato quello che io ho battezzato “il giro della muerte”. Discesa dal Ghisallo, lungolago fino a Nesso, salita di Nesso fino al Tivano, discesa dal Tivano a Canzo, salita alla Valmbrona da Canzo, discesa dalla Onno, lungolago fino a Bellagio, risalita fino al Ghisallo sulla famosa erta. Un giretto da circa 70 km con 1700 metri di dislivello.

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Pronti a partire

Corri corri corri

Quando ho bisogno di correre a lungo in piano scendo al Segrino e mi cimento sull’anello da 5 km intorno al lago. Ne conosco ogni metro, quando c’è il sole in ogni angolo ad ogni momento del giorno. L’anello è piuttosto affollato durante i weekend e può essere complicato mantenere un passo sostenuto soprattutto quando il tempo è favorevole e nelle ore del passeggio.

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Quindi a meno che non amiate fare la gimcana tra passeggini, bimbi in bicicletta e cani al guinzaglio vi consiglio di pianificare l’allenamento nelle prime ore della mattina, dove potrete godervi il lago (e la corsa) al massimo della sua bellezza.

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Se invece volete testare le vostre attitudini alla salita, potete sempre cimentarvi sulla strada che dal lago sale al Cornizzolo. In cima godrete di un paesaggio mozzafiato.

Infine se le vostre velleità sul trail sono più competitive, dal Ghisallo potete anche correre su fino a Pian del Rancio e da lì fino al Rifugio Martina e poi sulla cima del Monte San Primo, da cui correndo, sulla dorsale del monte, potete ammirare il lago di Como in tutta la sua intera bellezza.

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Un tuffo dove l’acqua è più blu

E dopo aver corso potete sempre nuotare al Segrino. Il lago è circondato dalle montagne e sembra di immergersi in un vero laghetto in quota.

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Mi piace aprire la stagione del nuoto in acque libere quando ancora la temperatura dell’acqua è piuttosto rigida, ma la giornata è soleggiata.

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Il lago nella stagione calda ha anche un lido dove è possibile non solo farsi una doccia, ma anche coricarsi sotto un ombrellone o su un lettino a prendere il sole. O dove lasciare amici, mogli, mariti e compagni che non condividono con voi il piacere della triplice fatica.

Se posso darvi anche un consiglio eno-gastronomico, a Canzo, fate una tappa alla Trattoria del Segrino dai fratelli Nasti! Il cuoco è un super chef e anche se hanno mantenuto il nome e i prezzi da trattoria i piatti sono eccellenti. I risotti, ne fanno diversi e li cambiano a seconda delle stagioni, sono il loro piatto forte.

Infine se volete portarvi a casa le atmosfere di questo luogo meraviglioso ascoltate i Sulutumana (che qui sono di casa), sono davvero la colonna sonora del Triangolo Lariano.

Insomma prendete la bici e cimentatevi nella salita fino al Ghisallo e quando sarete arrivati, dopo aver riempito la borraccia alla fontana davanti al Santuario, aver fatto le foto di rito davanti al monumento di Bartali, dopo essere entrati in Chiesa ad ammirare tutti i cimeli della storia del ciclismo, dopo una visita al bellissimo museo e un panino e un caffè da Ivan (il Chiosco al sole) allora potere salutare.

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Fontanella sulla Piazza – La borraccia non è mia 🙂

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Birra, acqua, panino al Chiosco del Ghisallo – Borraccia in prestito, non ho fatto lo Swissman 🙂

Fatelo guardando il monumento di Piazza Bartali dove un ciclista come voi alza il dito al cielo ringraziando. Non importa se siete religiosi o meno. Poter arrivare fin qui con la propria bici è comunque un dono.

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