Brooks Ghost 12 – Testate per voi all’Ironman Barcellona

Quest’anno ho corso tutte le mie gare di triathlon di lunga distanza con ai piedi un paio di Brooks. Le Glicerine 17 mi hanno accompagnato nelle lunghe sessioni di allenamento della preparazione. Le Adrenaline GTS 19 nel viaggio dell’Ironman di Zurigo (e nei 2 mezzi a Riccione e a Rapperswil). Per l’appuntamento più inaspettato di stagione, l’Ironman Barcellona, ho deciso di correre la maratona con le nuovissime Brooks Ghost 12. Ecco cosa ho “sentito” di queste scarpe e per queste scarpe

Quando scendo dalla bici e infilo le mie Brooks Ghost 12 temo già che la mia corsa andrà come a Zurigo. In bici ho tirato più di quanto avrei dovuto. Questa gara è arrivata inaspettata. Cervia, che era in calendario, era già un azzardo, ma dopo l’impossibilità di parteciparvi (per chi mi ha seguito sa che sono stata vicina al mio piccolo cagnolino 17enne) non volevo davvero finire la stagione con l’amaro in bocca. E allora quando si è aperta l’opportunità di venire qui, in Spagna, l’ho colta al volo. Obiettivamente sono passate altre due settimane di una condizione già non eccellente, ma affronterò questa maratona nel migliore dei modi.

Dicono che le Ghost siano un modello che va bene per tutte le stagioni, come si direbbe nel mondo della moda. Una scarpa che può essere indossata indifferentemente da chi ha bisogno di comodità quotidiana e da chi invece corre seriamente. Dicono anche che sia la scarpa ideale per chi comincia a correre, perché è molto versatile e soprattutto per l’eccellente bounce back nonostante (o forse proprio per) la sua incredibile e soffice ammortizzazione.

Usate pochissimo prima del test in gara, perché confortevoli sin dal primo utilizzo

La sensazione immediata è di incredibile comfort. Dopo ore e ore con i piedi costretti nelle scarpette da bici, per quanto le mie siano estremamente comode, apprezzo subito il fatto che il piede venga accolto da una sensazione di morbidezza. I primi 10 chilometri di corsa sembrano essere più facili del previsto, credevo che le gambe si “indurissero” rapidamente e mi rendessero doloroso correre. E invece…

Come nel modello precedente, l’intersuola è doppia: tecnologia DNA LOFT nella parte posteriore, per aumentare la morbidezza e, allo stesso tempo il supporto, una caratteristica di grande valore per chi tende a correre appoggiando prima il tallone, e il BioMoGo DNA sulla parte anteriore, per una corsa reattiva ed elastica

Festeggiamenti sul podio di Brooks Run Happy Fest

Mentre la fatica si accumula, con il passare del tempo, e la mia corsa si appesantisce apprezzo sempre di più la sensazione del supporto sul tallone e il comfort dato dall’ammonizzazione posteriore. Allo stesso tempo, quando decido di accelerare un po’, con una corsa più elastica, per evitare l’irrigidimento dei muscoli, sento le scarpe reattive, che rispondono bene alle mia spinta e mi restituiscono tanto in termini di fluidità.

La tomaia delle Ghost 12, a differenza delle precedenti, è in mesh ingegnerizzata e i loghi sono stampati direttamente sulla mescola (con la stampa 3D Fit). La scarpa è chiaramente pensata per la corsa su strada, ma risulta comunque stabile anche su terreni differenti, seppur non tecnici.

Ottime anche per saltare sulla spiaggia, se le gambe reggono ancora dopo l’Ironman

Una parte dei 14 km che devo percorrere per tre volte prevede circa 2 tratti da 2/3 km su un fondo di terriccio con piccoli sassolini e qualche centinaio di metri su erba artificiale (attraversando la zona cambio), la Ghost 12 scivola leggermente se spingo troppo sul terriccio, ma poi si stabilizza, mentre risulta perfettamente stabile sul fondo erboso. I primi chilometri li corro ancora con il sole, e la scarpa risulta un po’ “calda”.

In conclusione

La sensazione con le Ghost 12 è che non abbiano bisogno di un periodo di rodaggio. Non le ho usate molto prima di questo Ironman perché mi sono accorta che erano immediatamente confortevoli. Hanno un’eccellente ammortizzazione, ma grazie alla tecnologia BioMoGo DNA rispondono bene anche a ritmi di corsa importanti, perché permettono un movimento davvero fluido (ma non li ho testati in gara, sia chiaro 😂). Rispetto alle Glicerine 17 dove sento il “peso” dell’ammortizzazione, credo che proprio per la loro capacità di risposta siano adatte anche a runner più veloci.

Una cosa posso dirvi, sul tappeto rosso e nero della finish line dell’Ironman vanno una meraviglia 😉

Perfette per correre verso il traguardo sul morbido tappeto con la grande M pallinata

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