Allenamento, mare e costa azzurra

Metti qualche giorno di festa per il Natale, aggiungi un po’ di voglia di mare, 2 bassotti, il desiderio di non andare troppo lontano e condisci con un bisogno quasi fisico di tornare in bici…

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I due bassotti e un angolino del marito-coach sul terrazzo della casa di Antibes

La ricetta perfetta della mia scelta della Costa Azzurra per questo Capodanno 2018. Antibes è una cittadina magica, poco lontana da Nizza e da Cannes, con un “old town” tutta da scoprire, mille angolini incantevoli e un famosissimo museo di Picasso.

La casa che abbiamo affittato (Airbnb, come facevamo prima che lo inventassero) è un delizioso minuscolo monolocale dove fatico a far entrare la mia attrezzatura da triathlon (“Amore ti sei portata più roba della Ryf quando parte per Kona”, è stato il commento del mio marito allenatore… Sgrunt), ma che ha il vantaggio di avere un terrazzo favoloso con la vista del mare più azzurro dell’azzurro. Vista che, incredibilmente, si apprezza anche dal letto e la mattina la sveglia arriva col sole che sorge sull’acqua.

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Faccia da “ma davvero oggi corriamo?”

Ma quando il mio marito-coach dice che sarà una settimana di allenamento, davvero non scherza. Mi fa cominciare con una corsetta a tempi umani, che ci porta fino al vicino Cap d’Antibes, sulla strada sterrata, da cui si può vedere il mare praticamente a 320 gradi. E’ un’esperienza incredibile, anche se ci sono parecchi turisti sul sentiero e dobbiamo fare un po’ la gimcana tra passeggini e biciclettine. E soprattutto devo fare i conti col vento, che di corsa ancora riesco a gestire e che diventa impegnativo il giorno dopo in bicicletta, quando ci spingiamo fino a Cannes.

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Red Carpet con Kemo 

Nella città del festival, dove vengo due volte l’anno per lavoro (nella vita produco cartoni animati…) faccio strada e ci addentriamo sulle colline della Californie, dove si può godere di una vista notevole della città e provare un pochino la gamba. Ma al ritorno il maestrale è davvero fortissimo e girare il capo diventa un’impresa.

Il giorno dopo, sempre in bici, allunghiamo un po’ e superiamo Cannes e sempre sulla ciclabile ci dirigiamo verso Théoule-sur-Mer. Qui la strada comincia ad essere più divertente: qualche tornante e qualche salita. Il paesaggio è incredibile, da un lato c’è il mare azzurro tipico di questa costa e dall’altro la roccia rossa vulcanica.

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La fatica delle modeste salite mi scalda le gambe e mi sento nuovamente viva. Quando archivio per qualche breve periodo la bici da corsa è come se le mie emozioni si intorpidissero un po’, come se ricordassi solo la fatica del sentir girare le gambe e non la passione che sale dallo stomaco alla gola, fino a stordire i pensieri e a lasciare la testa leggera. Vi avevo detto vero che la bicicletta è, senza dubbio, delle tre, la disciplina che preferisco? (Provate invece a scoprire quella che detesto, sgrunt).  Arriviamo fino a Frejus e torniamo indietro. Il giorno dopo è di nuovo tempo di correre e, con le gambe stanche da due giorni di bici, diventa anche impegnativo.

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Running on the beach

Riusciamo anche a fare una nuotata in mare, più breve del previsto per il vento, che ancora una volta arriva e fa salire il mare.

L’ultima uscita in bici è davvero una sgambata, da Antibes a Nizza su una delle ciclabili più belle che abbia mai visto e che corre proprio a fianco del mare permettendoti di pedalare assaporandone il profumo e ascoltando il rumore delle onde. A Nizza ci sono più di 20 gradi e pranziamo sulla spiaggia, dove facciamo il bagno e riposiamo, come dei veri gitanti. Il triathleta lo abbiamo messo a riposo.

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Da Antibes a Cannes: la ciclabile più vicina al mare che io abbia mai visto

Mi sarebbe piaciuto provare una parte del percorso dell’Ironman di Nizza che il marito-coach ha già fatto svariate volte (5 o 6, non lo ricordo neppure), ma non c’è stato tempo. Tornerò in primavera, perché so che, nonostante il notevole dislivello, sono 180 km con panorami mozzafiato.

Non rimane molto altro da dire se non che impacchettare tutto per tornare a casa è non solo faticoso, ma anche doloroso. La giornata è malinconia, il tempo volge al brutto e comincia a piovigginare. Rimane il fatto che la costa azzurra è un’eccellente alternativa per l’allenamento invernale, per chi, per svariati motivi, non può spingersi, ad esempio, fino alle Canarie.

Se il tempo è clemente, la temperatura si aggira di giorno intorno ai 15-16 gradi, si può pedalare in piano e in salita e in Francia la cultura del ciclismo è diffusissima, quindi anche sulle strade più trafficate, gli automobilisti francesi hanno un rispetto invidiabile dei ciclisti. Non resta che dire…

 …à bientôt Côte d’Azur!

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La vita è bella

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